La genesi degli snapshot su due ruote
S’alza il sole della domenica e le strade iniziano a popolarsi. Escono dai loro rifugi i guerrieri del weekend e presto trasformano con le loro magliette multicolori l’asfalto in un Pollock in movimento. Si dispiegano in una lunga parata di eroi pacifici dai volti e dalle pance segnati dalla routine settimanale, animati da un unico anelito di libertà. Cavalcando i loro ossequiosi destrieri d'alluminio o di carbonio, affrontano con coraggio salite e carrarecce verso le sospirate mete di montagna alla ricerca di un po' di refrigerio, di aria pulita e di acqua fresca. C'è una latente e ben dissimulata rivalità tra loro, fatta di piccole fughe in avanti seguite da caritatevoli attese. Non ci saranno mirabolanti volate finali ma cauti anticipi e distratte soste dei compagni col fiato più corto ai lati di qualche slargo stradale, con le scarpe ben puntate per terra. Poi, l'immancabile foto trofeo che immortala i tentativi dell'outfit super tecnico di comprimere gli addomi e ritornano facendo finta di ascoltare le teorie sull'alimentazione e sui tempi di recupero dei 'primi arrivati'.
Questo l'aspetto soldatesco, di addestramento della pedalata di gruppo. Alla fine, ci si sente inquadrati con orgoglio in una disciplina sportiva, anche se l'effetto dura poco. Ci si sente perfino più in forma anche se stanchi. Rimane la certezza di una giornata vissuta da protagonisti, da eroi anonimi di una battaglia contro se stessi. (Maurizio)