Via dei Pilastri (Alba Fucens) - Massa D'Albe
Il sito archeologico dell’antica colonia romana è paragonabile a una macchina del tempo che, mentre si percorrono le vie delineate dai resti di molti edifici pubblici cittadini, ci fa viaggiare indietro di oltre duemila anni fino all’età repubblicana e imperiale. All’ingresso, per prevenire ogni eventuale ingrato giudizio ed avallare a pieno il valore simbolico dei mozziconi di colonne e dei blocchi murari, un cartello informativo dal titolo intrigante “[…] uno scrigno di storia […]” ci mostra soddisfatto la mappa policroma che svela il tessuto urbano della città romana, quasi a dirci: <<Badate bene, quelli lì sono: la basilica, il portico, il foro, il comizio, le tabernae, le terme, il teatro, il santuario e la Domus>>. Intagliato nel colle adiacente agli scavi, l’ovale dell’anfiteatro è ancora megafono per le voci dei turisti e unico antico vicino dell’eremitica chiesa (con annesso convento) di San Pietro. Il monumento del primo papa, ora nella sua veste romanica, è “bello dentro”: nato aspro dai resti del tempio di Apollo è diventato, nel corso dei secoli, splendido al suo interno. (Maurizio) Sull’antica strada romana un po’ si cammina e un po’ si saltella, cercando di centrare le pietre più grandi spesso segnate in profondità dai solchi dei carri. Mi sembra di sentire alle spalle un tintinnare di armi da guerra e nell’anfiteatro le urla amplificate degli spettatori. Rumori e suoni millenari che il tempo trascorso e l’oblio della memoria non sono riusciti a cancellare del tutto. (Annacarla) |