Borgo antico - Scanno
Si può percepire la sofferenza del colore? La risposta è nelle case del borgo antico di Scanno, sulle cui monocromatiche pareti esterne la tinta grigio cenere sembra ingaggiare una dolorosa lotta con il tempo nel tentativo di diffondere tutt’intorno la luce del passato. La cornice verde foresta dei Monti Marsicani esalta questo effetto retrò e tutto appare come un grande canovaccio, in cui vedo da lontano muoversi le sagome evanescenti dei passanti simili a esseri dei secoli trascorsi. A pochi metri dal punto dello scatto, singolare coincidenza, scorgo la targa di via dei Fotografi e si può scendere dritto fino alle prime case del borgo. Qui prende forma uno degli scorci più amati dai grandi maestri della fotografia (Giacomelli, Scianna, Cresci, Cartier-Bresson ed altri) che, durante gran parte del Novecento, con i loro sagaci obiettivi ci hanno svelato, attraverso immagini di struggente malinconia (famosa la foto “Scanno Boy” esposta al MoMA di New York), il vero volto della condizione umana. Dalla fontana Sarracco, combiniamo a caso una serie di brevi scalinate, arriviamo davanti alla chiesa di Santa Maria della Valle e ci godiamo il fresco della sua facciata in stile romanico abruzzese. (Maurizio) |